giovedì 27 febbraio 2014

La mia storia

Quella che voglio raccontare è la mia storia.
Non so perché proprio in questo momento ho sentito il bisogno di prendere in mano la penna e riempire questo foglio bianco.
Ci sono persone alle quali vorrei raccontare tutto questo, che sono certa capirebbero, persone da cui sarei certa di ricevere un abbraccio.
Io però non sono abbastanza coraggiosa da ammettere le mie debolezze.
Avevo 14 anni, ero una bambina il cui corpo era cambiato troppo in fretta.
Non so dire quando sia iniziato, ne tantomeno quali siano state le cause, tuttavia è arrivato il giorno in cui non mi sono più riconosciuta nello specchio.
Guardavo le curve del mio corpo, i seni prosperosi, le cosce larghe e mi vedevo enorme.
Per la prima volta in vita mia non ero più la ragazzina esile della classe, ma quella a cui i ragazzi osservavano le "tette".
Erano pochi ormai quelli che mi guardavano negli occhi.
Forse non ho mai neppure pensato razionalmente di mettermi a dieta, forse la mia mente è scivolata direttamente nelle grinfie della malattia.
Luglio 2008, in una camera del Trinity College di Dublino, quella è stata la prima volta che ho vomitato.
Non ricordo cosa mi spinse a farlo, ma soltanto che dopo mi sentivo bene.
Potevo mangiare quanto volevo senza alcun rimorso.
Così ho continuato per mesi, mangiavo in fretta, per paura che la digestione iniziasse, poi bevevo quasi un litro d'acqua ed infine correvo in bagno.
Era tutto pianificato, porta chiusa a chiave, musica alta, acqua aperta...e 2 dita in gola.
Ero diventata brava e con il tempo iniziai a perdere qualche kg.
A scuola però non riuscivo a compensare in alcun modo ed inoltre mia mamma cominciò ad intuire cosa facevo in bagno.
Così iniziai ad informarmi, sul web conobbi i gruppi "pro ana" ed i siti su cui calcolare le calorie.
Lo facevo di continuo tanto che ben presto non avevo più bisogno del sito.
Nella mia testa non c'era altro pensiero che il cibo.
Conoscevo a memoria le calorie dei principali alimenti così a casa iniziai a mangiare porzioni abbondanti di bianco d'uovo e pomodori.
Mia madre era felice ma io sapevo di non aver ingerito più di 100kcal.
Arrivai ad assumere 400kcal al giorno e smisi di avere il ciclo.
Pesavo 57kg, ne avevo persi 8 nel giro di 2 mesi, ma per me quel numero sulla bilancia era ancora inaccettabile.
Mi pesavo dopo ogni pasto e la sera nel letto mi toccavo i fianchi e le scapole per vedere se le ossa fossero più sporgenti.
Mi bastava toccare le costole o guardarmi le cosce per capire se avevo perso peso.
Iniziai ad avere sempre mal di testa e spesso di notte non riuscivo a dormire per i crampi allo stomaco o perché iniziavo a sudare.
Il mio 18° compleanno si avvicinava ed io volevo essere perfetta, magra, volevo che le cosce smettessero di toccarsi e più si separavano più mi convincevo che ero sulla giusta strada.
Non riuscivo a riposare, la mente era sempre attiva per contare le calorie, cercare un modo per bruciarle, trovare nuovi pretesti per giustificare la mia mancanza di appetito.
Il giorno della festa ero al peso minimo che abbia mai raggiunto, ero esile, potevo contarmi le costole, ero "quasi perfetta", già quasi.
Perché adesso so che per quanto io digiunassi non sarebbe mai stato abbastanza.
Ballavo e fingevo un sorriso mentre tentavo di non guardare i tramezzini disposti ad arte sul tavolo.
Poi c'è stato un momento che ricorderò per tutta la vita.
Dallo stereo è partita "gli anni" di Max Pezzali e tutti i miei amici si sono presi per mano.
Abbiamo ballato abbracciati per tutta la canzone formando un magnifico cerchio.
In quel momento ho capito che la vita è molto  di più di un numero sulla bilancia.
Mi sono diretta al tavolo ed ho mangiato una pizzetta.
Vorrei dire che da quel momento è stato tutto facile, che ero guarita, ma la verità è che non si guarisce mai del tutto da un disturbo alimentare.
Successivamente ho avuto varie ricadute ma c'è sempre stato qualcuno capace di farmi capire quanto fosse importante la mia vita.
Alcune volte il mio ragazzo, altre volte un amico speciale, ma ancora più spesso mi sono resa conto da sola del male che mi stavo facendo.
Oggi ho 22 anni ed ancora sento il bisogno di programmare scrupolosamente ogni mio pasto ed ho il terrore della bilancia.
Salirci sopra per me è come saltare da un trampolino di 10 metri, mi paralizza.
Però sono diventata vegetariana, cerco di mangiare cibi sani, ho deciso di dare un valore a quello che mangio ed un senso alla mia ossessione.
Per anni ho lottato giorno dopo giorno contro una parte di me, parte che da oggi voglio imparare a rispettare e magari un giorno persino ad amare.